STORIA 3/4

Dopo la prima guerra mondiale, l'impero Austro-Ungarico, quale potenza sconfitta, venne disgregato. Si costituirono una serie di nuove configurazioni di stati: Austria, Ungheria e i neo-fondati stati nazionali di Jugoslavia e Cecoslovacchia. Nell'ottobre dello stesso anno i politici cechi e slovacchi all'estero, ottennero il riconoscimento da parte degli stati vincitori relativo alla legittimità del Consiglio Nazionale Cecoslovacco quale governo provvisorio della Repubblica Cecoslovacca (Tomáš Garrigue Masaryk -Presidente-, l'astrofisico Milan Rastislav Štefánik -Ministro della Guerra-, il dott. Eduard Beneš -Ministro degli Esteri-). Tomáš Garrigue Masaryk abdicò nel 1935 ed il suo successore divenne E. Beneš.

In seguito alla conferenza di Monaco in Europa tutto accadde rapidamente. Sotto la pressione della Germania nazista e con l'appoggio delle potenze occidentali, il 1° ottobre 1938 ebbe luogo l'occupazione di parte delle terre di Boemia che terminò sei mesi piu tardi con l'istituzione del Protettorato del Reich di Boemia e Moravia, come regioni autonome dell'impero della Grande Germania e con la creazione del cosiddetto Stato Slovacco con il quale la Cecoslovacchia venne, di fatto, smembrata. A capo del governo del protettorato ci fu il presidente statale dott. Emil Hácha. La fondazione dello stato Slovacco e del Protettorato di Boemia e Moravia, fatta eccezione per l’ Unione Sovietica e per l'Italia, venne riconosciuto solo dall'Ungheria. La liberazione della Cecoslovacchia avvenne soltanto al termine della seconda guerra mondiale, che si protrasse fino all'anno 1945, e per il popolo rappresentò un gran numero di perdite di vite umane.

Nell'anno 1948 il potere fu preso dai comunisti. Si concluse così il processo di integrazione della Cecoslovacchia nella sfera di interesse e potere dell’Unione Sovietica. La Cecoslovacchia per alcuni decenni a seguire divenne parte del blocco socialista. Gli sforzi operati per il ribaltamento del regime comunista raggiunsero il culmine nella cosiddetta “Primavera di Praga”, nel 1968, quando le pressioni riformatrici del popolo ceco e di parte del partito comunista vennero rese vane dall'invasione delle forze armate unite del Patto di Varsavia in terra cecoslovacca e l'occupazione dell'esercito sovietico. Il crescente scontento nei confronti del regime determinò disordini di piazza che culminarono, il 17 novembre 1989, nella cosiddetta Rivoluzione di Velluto, consistente nelle manifestazioni studentesche avvenute nel giorno del cinquantesimo anniversario dell'eccidio dei nove rappresentanti cechi del movimento studentesco e della chiusura delle università da parte dei nazisti.

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